Totò e la sua Napoli

Basta dire un nome, solo quattro lettere, che tutto il mondo pensa a Napoli, alle sue bellezze, alla sua allegria e alla sua capacità di reinventarsi sempre, TOTO’ Totò in tutti i suoi film rappresenta perfettamente l’arte del sapersi arrangiare tipica napoletana, utilizza espedienti che lo aiutino a sopravvivere e a migliorare anche in parte la sua situazione; adopera l’arte dell’ironia utilizzando quelle battute che ormai sono diventate modi di dire comuni, sia nel dialogo napoletano ma cosa più sorprendente nella dialettica italiana, come “siamo uomini o caporali” o il più celebre “ma mi faccia il piacere” Antonio De Curtis è stata una grande maschera di Napoli in cui ognuno poteva e può riconoscersi, il suo linguaggio e la sua fisiognomica rende facile anche nelle nuove generazioni identificarsi e trovare qualcosa di suo in lui. La sua immagine ha dato lustro al suo quartiere di nascita, il rione Sanità, dove ha vissuto solo venti anni ma dove tornava sempre appena poteva. Recentemente è stata intitolata all’artista Largo Vita, proprio in quel quartiere, modificando il nome in Largo Totò e posizionando un grosso monolite realizzato da Giuseppe Desiato con la sua inconfondibile sagoma. Molti turisti, ma anche molti cittadini napoletani, svolgono un vero e proprio pellegrinaggio nei suoi luoghi di appartenenza tra questi troviamo il civico 9 di via santa Maria Antesaecula, dove si trova quella che è nota come sua casa natale, e Via Carbonara, dove Totò ebbe un piccolo incidente che mutò per sempre i connotati del suo volto e il cui episodio viene ricordato da una targa esposta all’hotel Palazzo Caracciolo. Antonio De Curtis era un uomo che pur recitando in italiano pensava in napoletano, sorrideva in napoletano, ragionava in napoletano e aveva una mimica tutta napoletana. Ha rivoluzionato la comicità italiana insegnando a ridere senza volgarità rendendo comici tutti i problemi e le difficoltà dell’italiano medio. Totò è oggi uno dei simboli della città di Napoli ed espressione del modo di essere napoletani e della sana napoletanità, ha dato tanto a Napoli e proprio Napoli sta cercando di ridare anche in parte qualcosa a lui realizzando, appena la burocrazia italiana si sbloccherà, un museo dove poter racchiudere tutta la sua memoria e i suoi lasciti anche se la maggior parte della sua eredità è immateriale e viene trasferita di generazione in generazione con i suoi modi di dire, le sue battute e i suoi film.

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