Il tesoro di San Gennaro

Oggi iniziano i festeggiamenti per il nostro santo patrono, San Gennaro, in attesa del suo miracolo c’è un luogo che rappresenta in maniera perfetta la sua grandezza e l’importanza che ha avuto nel tempo per molti sovrani e papa. Parliamo del Tesoro di San Gennaro un museo che racchiude in sé tutte le ricchezze offerte in dono al santo.
Visitando il museo si può osservare
– Il Reliquiario per il sangue di San Gennaro voluto da Roberto D’Angiò e che contiene le due ampolle con il sangue del Santo. A questa si aggiunse la base con corona che ospita al centro uno degli smeraldi più grandi al mondo.
– La collana del tesoro di San Gennaro realizzata dall’orafo napoletano  Michele Dato per il Busto di San Gennaro. Questa è costituita da 13 grosse maglie d’oro con diamanti, smeraldi e rubini. Con il tempo e con il dono dei vari sovrani e sovrane la Collana originaria si è trasformata in un trionfo di ori, diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri e altre pietre preziose.
– La Mitra gemmata di San Gennaro si tratta di uno degli oggetti più preziosi al mondo: 3964 pietre preziose, 198 smeraldi, 168 rubini, 3.328 diamanti, il tutto per 18 kg di peso.
La Mitra fu commissionata a Matteo Treglia, che, insieme ad altri 50 colleghi, completò il lavoro in un solo anno.
Furono utilizzate solo tre tipologie di pietre: gli smeraldi, che alludono alla conoscenza; i rubini, che simboleggiano il sangue di San Gennaro; i diamanti che, essendo le pietre più dure, rappresentano la fede.

Questa straordinaria opera d’arte è dotata anche di una grande meccanica: possiede ammortizzatori interni che assorbono i colpi dovuti al trasporto durante le processioni pubbliche.

Prima di arrivare alle sale delle dieci Meraviglie del Tesoro di San Gennaro (che si possono ammirare solo all’interno del Museo) c’è la Croce d’argento e raro corallo del Mediterraneo del 1706 che ha un valore inestimabile perché è l’unico esemplare di questo tipo che non sia andato perduto.
Salendo una piccola scala, il percorso museale conduce in luoghi che lasciano senza parole:
– le Sacrestie della Cappella del Tesoro,
– la Cappella dell’Immacolata, ricca di marmi pregiati e stucchi affrescati da Luca Giordano.
– l’Antisacrestia.
– la Sacrestia del Luca Giordano, rivestita da armadi in legno disegnati da Lazzari. Stanze mai aperte al pubblico per quattro secoli e ora incluse nell’itinerario museale.
Entrare nel Museo significa soprattutto ascoltare le storie di ogni gioiello, ogni stanza e restare a bocca aperta davanti al loro splendore.

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