La nuova vita del Real Albergo dei Poveri

Il Real Albergo dei Poveri (RAP) è uno dei palazzi più grandi d’Europa.

I lavori furono interrotti nel 1819 a causa dell’assenza di fondi economici da poter utilizzare lasciando l’opera a metà.

La struttura negli anni è stata utilizzata per l’accoglienza e l’istruzione degli orfani e degli indigenti. Oltre che come scuola di musica, come scuola per sordomuti, come centro rieducativo per minorenni, come tribunale per i minori e come archivio. Ospitando negli ultimi anni anche diverse manifestazioni e spettacoli.

L’intera ala occidentale fu utilizzata come tribunale minorile e centro di recupero per minori. Il centro aveva il compito di analizzare il contesto sociale in cui i minori crescevano e recuperarli attraverso una formazione completa. Il lato orientale del palazzo invece ospitava: un’infermeria, un refettorio con mensa, camere di pernottamento e due palestre. Infine ospitava due giardini, un’officina, un laboratorio artigianale, una cappella, una scuola elementare e una scuola di psicotecnica.

Durante il terremoto del 1980 parte dell’edificio crollò e la proprietà passò così al comune che iniziò i lavori di restauro. Lavori che però non terminarono mai a causa dell’assenza di fondi da poter utilizzare.

La struttura è entrata a far parte del patrimonio del Comune di Napoli dal 1981, e dal 1999 è stato istituito il Progetto recupero Real Albergo dei Poveri.

Tale progetto è stato presentato più volte al Governo ma solo in occasione del Recovery Plan, questo ha mostrato il suo interesse. Il finanziamento di 150 milioni di euro permetterà alla città di avere un nuovo polo culturale e sociale, con spazi museali e di formazione.

Questa notizia è una vittoria per l’associazione Ram, Rinascita Artistica del Mezzogiorno, che da anni si batte per fare di Palazzo Fuga uno dei Musei più grandi al mondo.

Il piano prevede di richiedere al Governo la possibilità di utilizzare l’intera struttura ed iniziare a disporre le opere negli spazi già restaurati del Palazzo adeguandoli a tale uso. Questo è fondamentale per garantire il successo al progetto, generando turismo e indotto.

In seguito il progetto include l’allestimento di ben 450 sale, su una superficie espositiva di 103mila metri quadri ed una facciata lunga 400 metri. Una sorta di “Louvre” napoletano, che ospiterebbe quella miriade di opere che la Campania possiede ma che non sono state mai esposte.

L’Albergo dei Poveri è un bene comune dei napoletani, ed è giusto che diventi finalmente un punto attrattivo e di riferimento per i cittadini e per tutti i visitatori.

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