Napoli omaggia Massimo Troisi

Massimo Troisi nasce in una famiglia numerosa. Già da molto giovane mostra una grande passione per il teatro, iniziando a frequentare quello parrocchiale all’età di 15 anni.

E’ proprio da quelle prime esperienze che nasce il rapporto d’amicizia con Lello Arena e Enzo Decaro. Dal quale nasce il trio La Smorfia che dopo tanta gavetta fa il suo esordio in tv. Del loro lavoro resta memorabile lo sketch dell’Annunciazione dove Lello Arena veste gli abiti dell’arcangelo Gabriele e Massimo Troisi la moglie del pescatore scambiata per la Vergine Maria.

Il rapporto oltre che lavorativo diventa d’amicizia tanto da portare Lello Arena e Massimo Troisi a collaborare anche sul grande schermo. Nel 1981 Troisi approda nelle sale con il film Ricomincio da tre con il quale ottiene il successo come attore e come regista.

Porta nelle case di tutt’Italia il dialetto napoletano, il suo modo di parlare che tanto lo avvicina alla gente comune, alla sua gente. Attraverso l’utilizzo del napoletano anche nella vita quotidiana esprime il suo desiderio di rivalsa del Sud contro i pregiudizi.

Diventa portavoce della Napoli degli anni 80 esaltandone la bellezza ma senza dimenticare anche le sue problematiche mostrandole sotto chiave ironica. Nei suoi film non esistono più i personaggi partenopei «disoccupati, latin lover o camorristi» che sono maestri nell’arte dell’arrangiarsi. Il suo protagonista è timido, e abbandona Napoli non per la ricerca del lavoro ma per conoscere nuove realtà diverse da quelle del Sud.

I suoi personaggi lottano contro le etichette imposte dalla napoletanità tradizionale: il napoletano che vuole viaggiare, non emigrare, cercando inutilmente di ribadire il concetto a chi si ostina a cucirgli addosso quell’etichetta.

Napoli è elemento costante in tutto quello che Troisi decide di mettere in scena sia al teatro che sul grande schermo. E proprio per questo suo amore che Napoli decide di omaggiarlo in molti modi.

Il primo omaggio è il murales nato a San Giorgio a Cremano sulla facciata del PalaVeliero , dove vengono rappresentate le scene di tre suoi film “Non ci resta che piangere”, “Ricomincio da tre” e de “Il postino”.

Altro omaggio è il museo che dovrebbe nascere entro la prossima estate in uno spazio del PAN, Palazzo delle arti di Napoli. Qui saranno esposti tutti i cimeli donati da Lello Arena storica spalla di Troisi. Questa idea si inserisce in un progetto più ampio nato già dalla creazione di “Casa Troisi”, in Villa Bruno, e “Il Centro Teatro Spazio”, dove ha iniziato la sua carriera.

Ultimo ma non per importanza è la creazione di 10 panchine decorate con la storia artistica dell’attore. Il lavoro è durato due mesi durante i quali, l’artista Giuseppe Avolio, ha realizzato nove sedute a Via Manzoni e una a Via Luca Giordano. Su queste ha racconta le origini artistiche di Troisi attraverso alcuni dei suoi sketch più famosi. Queste si uniscono alle sette panchine già realizzate a Via Lauzieres.

Attraverso queste si è voluto fare un ulteriore omaggio a Massimo Troisi , per le sue qualità artistiche ma anche per l’attaccamento alle sue origini. Sentimenti che bisogna trasmettere alle generazioni future che troppo spesso dimenticano le proprie origini e quanto questa città può ancora dare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *