Offrire vari generi musicali, Napoli può e delizia tanti uditi con svariate tipologie

Di Eugenio Fiorentino. Tradizione o novità? Il dilemma che più affligge ciò che ha un grande bagaglio storico, come la my bella Napoli che di storia ne ha da vendere, non solo nel settore dell’arte figurata. Le arti nel capoluogo campano eccellono in ogni settore, ma non solo in musei tra cornici, o in versioni statuarie, perché la città è stata ed è spesso tuttora musa ispiratrice di artisti dell’arte della parola, quindi se anni fa i poeti sceglievano Napoli come musa ispiratrice dei propri capolavori adesso i poeti dei tempi nostri, ovvero i cantanti, spesso si riescono in canzoni oltre che ben melodiche, anche molto ricercate e poco scontate.
Purtroppo quest’arte è stata messa un po’ in discussione dalla classe dei cantanti neomelodici, che pongono in ombra l’onore dei veri cantautori che hanno portato Napoli nel mondo, come Pino Daniele, per i cantanti e chitarristi o anche il batterista Tullio De Piscopo, che insieme hanno fatto ben capire cosa si intendesse per musica napoletana. Questo concetto negli ultimi anni si é molto perso, per colpa di quei tanti pupazzi sottoforma di cantanti che in TV private fanno trasmettere le proprie canzoni, tenendo presente che dell’aspetto di cantanti hanno ben poco, se non le figure di ragazzi immagine per adolescenti. Fortunatamente questa tipologia con l’evoluzione dei tempi va un po’ scemando così privano a tornare i neomelodici con talento che scrivono da soli canzoni, accordi, insomma i veri cantautori, che ben possono mantenere alto il nome della canzone napoletana nel mondo.
I giovani neomelodici, bravi, apprendono e certo hanno una strada in salita dovendo combattere le case discografiche che portano avanti i ragazzi immagine che spacciano come cantanti, ma c’è una classe nuova di cantanti napoletani e giovani dotati di talento e buona voce, come i promettenti Andrea Sannino, Daniele Musiani ed altri che hanno abbandonato l’idea delle musiche neomelodiche fatte interamente al PC, ma preferendo l’accompagnamento strumentale vero della musica manuale.

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