Rione sanità: un miracolo a cielo aperto

Spesso veniamo influenza dalle brutte notizie che arrivano dai giornali che riguardano la camorra, baby-gang insieme ad una povertà dove non è possibile sfuggire.

Oggi noi vogliamo uscire da tutto questo provando a raccontare sotto un’altra veste una zona di Napoli diversa dalle altre parliamo del Rione Sanità.

Il rione Sanità è il quartiere del Grande Totò un quartiere abitato da persone semplici che amano il loro quartiere e che si impegnano per il bene delle collettività.

Un miracolo a cielo aperto dove al centro di questo miracolo ci sono le persone, appunto, un vero e proprio sistema circolare e corale di associazioni guidate da Don Antonio Loffredo, parroco visionario e illuminato, e dal prezioso supporto di Ernesto Albanese. Giocando sul doppio binario della narrazione documentaristica e del racconto teatrale in prima persona di immaginari protagonisti di storie di quartiere, Andrea De Rosa e Mario Pistolese dipingono una storia emozionante.

 A spiccare sono una fotografia spesso pittorica e una colonna sonora fatta di artisti emersi da uno dei progetti culturali nati nel Rione. L’opera è stata realizzata e prodotta grazie all’Apulia Film Commission e alla Fondazione CON IL SUD nell’ambito del Social Film Fund Con il Sud.

Un progetto raccontato anche grazie dalle telecamere di Sky Arte Italia che ha voluto parlare attraverso un documentario sviluppi, intrecci, speranze, difficoltà superate e da superare.

Un lavoro importante grazie al quale questo documentario realizzato sul Rione Sanità di Napoli è candidato ai Nastri d’Argento 2021.

Ragazzi che hanno ripreso in mano il proprio destino seguendo un sogno a cui hanno dato solidità e certezza. Gestione e guida delle Catacombe, scuole di teatro, musica, scultura, un nuovo centro sportivo: tutto quello che solo quindici anni fa pareva impossibile è diventato realtà.

Grazie alla combinazione di uno sviluppo culturale ed economico e all’impegno costante dei ragazzi del quartiere.

Ora la comunità del rione Sanità sta vivendo il proprio rinascimento e ha creato molte possibilità per il proprio futuro: grazie alle catacombe restaurate e recuperate, alle orchestre e compagnie teatrali, al nascente centro polisportivo e alle numerose iniziative che hanno chiamato a raccolta artisti internazionali volenterosi di esporre e di offrire le proprie opere in cambio degli spazi parrocchiali.

Il quartiere, prima uno dei più pericolosi di Napoli, nel giro di 15 anni ha cambiato la propria vita: un nuovo corso per le generazioni dei Napoletani del futuro, ma senza mai scordare le vittime di un passato vicino che motivano gli abitanti della Sanità a un cambiamento, a scegliere sempre l’umanità, la bellezza e l’apertura.

Il Rione Sanità ci insegna una grande cosa che dal grigiore del degrado si può risorgere che spesso in contrapposizione del male assoluto c’è anche il bene assoluto quello che fa la differenza e che il bene va cercato ma quando fuoriesce oscura il male più atroce.

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